05. Februar 2012
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Turismo sostenibile..che cos'è?

Turismo... un’industria in continua crescita. Per definizione vuol dire viaggiare, quindi un po’ inquinare e consumare risorse... come puo' il turismo essere sostenibile?

Eppure il concetto di turismo sostenibile non e' nuovo, esiste da qualche decennio. Se ne sente parlare in varie forme, con significati un po' diversi: turismo responsabile, turismo solidale, ecoturismo, turismo equo. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Quando parliamo di sviluppo sostenibile o sostenibilita' in generale, intendiamo uno sviluppo che non comprometta le possibilita' delle future generazioni di beneficiare delle risorse. In realta' non parliamo soltanto di future generazioni ma anche della generazione corrente che ha il diritto di beneficiarne. La definizione più quotata è quella che si trova nel rapporto della comissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED), detta anche comissione Brundtland riunita dalle Nazioni Unite (ONU) nel 1983 che definisce lo sviluppo sostenibile come quello “sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni”.

Estendendo questo concetto al turismo consideriamo quindi come turismo sostenibile tutte quelle pratiche che permettono di preservare la destinazione turistica e conservare le sue risorse per il futuro, ma anche di permettere di trarne beneficio oggi in modo responsabile e migliorandone la situazione economica, sociale e ambientale.

Il turismo come non un puro sfruttamento quindi, ma anche un vantaggio diretto e tangibile sia per la popolazione locale, sia per il turista dato da una destinazione meglio conservata e sviluppata nei tre aspetti economico, sociale e ambientale.

Alcuni dicono che chiamarlo turismo sostenibile non è proprio corretto e preferiscono definirlo turismo responsabile, perchè in realtà si tratta di pratiche legate al comportamento responsabile di tutti i suoi attori: turisti, tour operators, hotels, ecc.

Riguardo alle altre definizioni, il turismo solidale si focalizza sull’aspetto sociale e di sostegno delle popolazioni locali, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, mentre l’ecoturismo sull’aspetto ambientale. Il turismo equo si rifà al concetto di commercio equo (fair trade) e spinge per pagare il giusto prezzo ai “produttori locali” (nel caso del turismo la popolazione locale che gestisce un piccolo business nel turismo) evitando le condizioni draconiane imposte loro dai grossi tour operator e il sovrapprezzo di tutti gli intermediari.

Ritornando al concetto più generale di turismo sostenibile o responsabile, una definizione “ufficiale” viene dalla dichiarazione di Cape Town del 2002 che dice:

“Il turismo responsabile ha le seguenti caratteristiche:
-    minimizza gli impatti economici, ambientali e sociali negativi;
-    genera un maggior beneficio economico per la popolazione locale e migliora il benessere delle comunità ospitanti, migliora le condizioni lavorative e l’accesso al settore;
-    include la popolazione locale nelle decisioni che influenzano le loro vite e le loro possibilità;
-    contribuisce positivamente alla conservazione dell’eredità culturale, delle risorse naturali e della diversità;
-    fornisce esperienze più interessanti al turista grazie a contatti più autentici con la popolazione locale e una maggior comprensione dei problemi culturali, sociali e ambientali;
-    fornisce accesso a persone con limitata mobilità;
-    è sensibile agli aspetti culturali, promuove il rispetto tra i turisti e gli ospitanti e stimola l’orgoglio locale e la fiducia”

In sintesi il prof. Harold Goodwin, uno dei maggiori esperti del settore, esorta tutti gli attori a prendere la responsabilità per realizzare un turismo sostenibile creando “posti migliori per la gente che ci vive e per quelli che li visitano”.

Alcune risorse (in inglese) per chi fosse interessato:

Cape Town Declaration

GSTC, Global Sustainable Tourism Criteria

Una buona raccolta di risorse varie sul turismo sostenibile

Il sito dell’organizzazione mondiale del turismo delle nazioni unite

 

Chiara Rinaldi, aprile 2010

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