Signor Panini - "il papà" delle figurine
79 anni. Nato a Maranello (MO). Professione: meccanico.
Signor Panini come nacque l’ idea delle oramai famosissime
„figurine“ e in che periodo?
Il tutto nacque
da un’edicola in Corso Duomo, a Modena, rilevata quasi per caso, su
suggerimento da parte dei miei familiari, nel 1945. Inizio anni 60 comincio’ il
periodo di lancio delle figurine.
La prima raccolta fu dedicata ai fiori (un fallimento)..solo
successivamente ci spostammo sul soggetto calciatori.
E’ vero che per un periodo ha emigrato all’ estero? Quando e dove?
In Venezuela, dal 1957 al 1964. Periodo che ricordo con grande piacere.
Furono i miei fratelli a chierdermi di rientrare in Italia. C’ era bisogno di me per il
progetto figurine, partito da poco.
Come si spiega il grande successo ottenuto?
Grande serietà e tutela del cliente bambino. Quando abbiamo iniziato con le figurine dei calciatori, le stesse erano già
sul mercato, distribuite da altre società. Noi siamo riusciti a „moralizzare“ il settore, offrendo ai piccoli
consumatori la garanzia della massima serietà attraverso un costante controllo
della produzione.
Ha trovato delle difficoltà – quali – strada facendo?
Poche..Forse agli inizi la penuria di bustine, visto che in Italia
scarseggiavano i sacchettifici. Poi acquistammo una macchina tedesca in grado
di sfornare fino a 500 mila bustine al giorno..macchina che dovetti ben presto
potenziare. Poi, successivamente, il problema delle doppie figurine, risolto
grazie all’ invenzione della fantastica „Fifimatic“, macchina capace di tagliare, mescolare e imbustare le figurine!
(Nota di go-italy: La prima Fifimatic è stata inventata da Umberto Panini.
Le stesse sono tuttora in funzione, dopo quarant’anni).
Qual è stata per lei la più grande soddisfazione o gioia?
L’istante in cui il bambino apre con trepidazione la bustina con le
figurine.
Ci può raccontare qualche aneddoto legato al discorso „figurine“?
Un giorno, agli inizi „dell’avventura“, su un vecchio furgoncino Topolino un po’ malandato, trasferivo le figurine appena imbustate. Frenai di colpo
e, dal portapacchi della Topolino una valanga di bustine invase letteralmente
il selciato. Figurine dappertutto, anche in area, sollevate dal vento!
E poi la mitica „Roland Variset“, macchina di stampa d’occasione acquistata
a Zofingen, in Svizzera. Andammo in otto persone a smontarla in tempo record!
Finimmo il lavoro tra gli applausi dei dipendenti della ditta di Zofingen. Ci vollero poi 24 TIR per
trasportare il tutto fino a Modena.
Quale é stato il calciatore più „ricercato“ della storia?
Pier Luigi Pizzaballa, portiere dell’Atalanta. Un caso, considerato che il
numero di figurine per calciatore erano sempre le stesse. A un certo punto ha preferito esternare l’attività „figurine“. Perchè? Un po’ di stanchezza e un grande problema successionale. Nel 1988 vendemmo
la Panini all’imprenditore Robert Maxwell.
Di cosa si occupa oggi?
Agricoltura. E’ scattata la terza avventura. Ho comprato un’azienda
agricola appena fuori Modena, in località „Corletto“, vicino a Cognento, dove
risiedo tuttora. L’ho chiamata „Hombre“, alla spagnola, in memoria di quei
„Ilanos“ del Venezuela che non mi
sono mai usciti dal cuore. L’ azienda, completamente autosufficiente, oggi una
delle più importanti realtà italiane nel settore dell’ agricoltura biologica,
lavora a ciclo completo, dal foraggio al formaggio. Produciamo
Parmigiano-Reggiano DOP di alta qualità, destinato a clientela internazionale.
A un certo punto ha deciso di scrivere un libro. Come s’intitola e di cosa
parla?
„L’ America é qua“ – La storia della mia vita.
Ho consegnato la sua dedica ai miei ragazzi. Sono felicissimi. Se la sente di dare un messaggio a tutte
le persone le quali hanno letto il suo nome sul famoso album?
Guardare con determinazione al futuro.
Grazie signor Panini!
Antonio Iacovazzo, settembre 2009
