Musica: Ligabue: "Arrivederci Mostro!"
Dopo
ben 5 anni, dal lontano “Nome e Cognome” datato 2005, Ligabue torna sui
mercati musicali con un nuovo lavoro di inediti intitolato
“Arrivederci, Mostro!”. Un titolo forte, che vuole lasciarsi dietro
tutte le paure e le insicurezze del passato. Il nuovo album del rocker
emiliano, disponibile su etichetta Warner Music, è composto da 12 nuovi
brani ed è già ai primo posti dei dischi più venduti in Italia. Abbiamo
incontrato Ligabue all’Arena di Verona, subito dopo la sua
partecipazione alla quarta edizione dei Wind Music Awards.
Luciano, sei tra i protagonisti della quarta edizione dei
Wind Music Awards 2010, che ti ha premieto ben due volte. Per il
multiplatino per “Arrivederci Mostro!” e platino per il CD-DVD “Sette
notti in Arena”. Tra l’altro il nuovo album è già ai primi posti delle
classifiche di vendita. Complimenti.
Grazie, mi fa molto
piacere. E poi uno dei premi mi è stato consegnato dal portiere
dell’Inter Toldo che mi ha regalato anche la maglia della magica notte
di Madrid.
A questo punto ti anticipo la domanda sportiva. Come hai festaggiato la vittoria dell’Inter in Champions League?
Da
grande tifoso interista. Mi sono esaltato in piedi davanti al
televisore. Ora so cosa significa vincere una Champions League. Sono
molto contento che la società abbia una certa sensibilità e la capacità
di fare le scelte giuste. Una bella squadra e speriamo che ci dia altre
soddisfazioni in futuro.
Parliamo dell’album. Ci spieghi il significato del titolo?
Ognuno
di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi. Li si possono chiamare
ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative
e chissà in quali altri modi ancora. Sappiamo, però, che sono vivi e
sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale
visione del mondo.
E ci sei riuscito a lasciarteli dietro questi fantasmi?
Credo
di conoscere abbastanza bene i miei ‘mostri’, mi fanno compagnia da
tanto tempo. Oggi mi sembrano meno potenti e ingombranti. Ma so
benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo.
Infatti non mi sono permesso di dire: ‘Addio, mostro!’ ma un più
prudente e realistico „Arrivederci, mostro!“.
Un titolo quindi che vuole rassicurare, dare energia e sicurezza, come il singolo „Un colpo all’anima“?
Si
certo. Tra l’altro il singolo è stato presentato prima del lancio via
satellite in 100 sale cinematografiche, seguito dalla proiezione
digitale sul grande schermo del concerto dello stadio Olimpico di Roma
nel 2008.
„Un colpo all’anima“ è anche un bellissimo
videoclip spettacolare. Cosa ci dici di questa esperienza, e sei
soddisfatto di questo video?
La cornice scelta è quella
del teatro romano all’interno degli scavi archeologici dell’antica
città di Nora, a Pula, in Sardegna. Un luogo che conosceva da una
vacanza trascorsa in quella zona e mi piaceva l’idea di realizzare un
video proprio li con questo teatro fantastico vicino il mare. Sono
stati due giorni di ripresa molto belli.
L'album è stato
interamente prodotto e arrangiato da Corrado Rustici. E' la prima volta
che non ti sei occupato della produzione..
Mi sono affidato
completamente a Corrado, che vive a San Francisco da anni. Alla fine
avevamo a disposizione 30 brani, siamo entrati in studio con 20 e piano
piano abbiamo messo su il disco. Corrado ha ’spogliato’ i miei
arrangiamenti dando una veste nuova alle mie canzoni. Sono molto
soddisfatto del risultato anche se poi ho sempre potuto dire la mia.
Le canzoni toccano tematiche molto impegnate, però questo album puo’ considerarsi anche ironico, o no?
Assolutamente,
l’ironia nelle mie canzoni non manca quasi mai. Non è sempre facile da
capire però. La frase che apre il brano „Nel tempo“ fa: 'C'ero quando
sono nato'. La canzone racconta alcuni eventi dei miei 50 anni di vita
e 20 anni carriera artistica, ma con un certo humor.
Il
disco raccoglie brani completamente diversi tra loro: "Taca banda", una
canzone in puro stile swing con un ritornello a cantilena che vede come
special guest alla batteria tuo figlio Lenny. Una promessa futura?
Non so se vorrà fare il musicista. Ha appena 11 anni, ma se vorrà intraprendere questa strada, lo aiuterò senz’altro.
E’ vero che il pezzo è stato registrato in presa diretta?
Si, è così. Abbiamo attacato la spina e iniziato a registrare.
Poi
c’è la struggente "Quando mi vieni a prendere", che hai scritto
ispirandoti ad un ragazzo che nel gennaio del 2009 entrò in un asilo in
una cittadina alle porte di Bruxelles, a Dendermonde, e uccise con un
coltello la maestra e due bambini. Tu dopo aver appreso la notizia hai
sentito l’esigenza di confrontarti con questo tragico fatto, perchè?
E’
subentrata in me una rabbia personale e anche lo sconcerto. Un ragazzo
di 20 anni si è travestito da pagliaccio entrando in una asilo e con un
coltello ha ucciso una donna, due bambini e feriti altri dodici bimbi.
Ho immaginato di essere uno dei bimbi che chiede scusa alla madre
purché lo porti via da quell’uomo nero. Con la canzone vorrei
preservare una memoria di questo fatto, anche se è un brutto ricordo, e
spingere alla riflessione un pò di persone, perchè il caso è sato
raccontato in maniera sbrigativa dalla cronaca
Un
altro brano che irrompe nel disco è "La verità è una scelta": " Direi
la canzone con il suono più duro di tutto il disco. Ma anche il testo è
uno dei più decisi. Da quale impulso è nato questo brano?
Credo
che oggi sia sempre più difficile conquistarsi una verità.
L’informazione che riceviamo è frammentaria e avvolte confusa. Facciamo
fatica ad arrivare ad una libertà libera da editore. E se arrivi alla
verità, sai che quel tipo di verità può essere scomoda a qualcuno. Per
molti è più semplice tenere un’occhio chiuso di giorno per forse sapere
di tenerne uno aperto di notte, perchè non riesci a dormire come
vorresti.
Un altro brano particolare, sia per il testo esplicito, sia
per gli arrangiamenti scarni, è "Caro il mio Francesco", una lettera
molto cruda e diretta scritta da te ad un’amico. Lamico si chiama
Guccini, dove ti sfoghi contro tutto e tutti.
La canzone
nasce da un incazzatura contro tutta questa ipocrisia che c’è in giro e
dopo un periodo difficile che ho passato. Il mio disprezzo me lo tengo
dentro, in fondo era solo uno sfogo che ho fatto al mio amico Guccini.
Ma dico solo che ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Io
non ho mai detto di essere puro ma i miei brani sono sempre stati
‘popolari’. Li potevano cantare l’avvocato e l’imbianchino.
Quindi non è un lamento del successo. Ma un’attacco al ‚mostro’ che c’è nell’ambiente musicale?
Si, esattamente. Come in ogni ambiente, anche nel mio c’è ne di ‚mostri’.
Tu
aderisci al progetto „Impatto Zero“ di LifeGate per compensare le
emissioni di CO2 generate dalla realizzazione del nuovo album, ci
spieghi?
La collaborazione con LifeGate è iniziata per me
nel 2007. L’intento è quello del Protocollo di Kyoto, ovvero compensare
le emissione della stampa del CD con la creazione di nuove foreste.
Abbiamo calcolato che per la stampa di questo disco, sono stati
generati 76’000kg di anidride carbonica, che saranno compensati con la
creazione di 11.000mq di nuove foreste nel Madagascar. Il progetto si
avvale di Università italiene e straniere.
La prevendita per la tournèe negli stadi in Italia va alla grande. Hai raddoppiato le date di Roma e Milano..
Sono molto contento di questo. Abbiamo anche aggiunto Bologna e Bari e non vedo l’ora di poter suonare dal vivo.
Seguirà anche un tour nei teatri più piccoli?
Guarda,
io per dirti la verità preferirei suonare solo nei teatri. E spero di
poter allestire un tour in teatri in tutta Italia. Ma al momento non so
dirti niente.
Ci verrai a trovare anche in Svizzera tedesca?
Lo spero tantissimo. Vedremo dove e quando. Ho dei bei ricordi di Zurigo e mi piacerebbe ripetere quell’esperienza.
Bruno Indelicato, Mai 2010
Luciano Ligabue, cantante conosciuto più semplicemente come Ligabue, è nato a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, il 13 marzo del 1960.
La carriera musicale di Luciano è iniziata nel 1987 quando fonda, insieme ad alcuni amici, il gruppo musicale Orazero e partecipa a vari concorsi musicali provinciali e nazionali.
Nel 1988 Pierangelo Bertoli include il brano di Ligabue "Sogni di Rock'n'roll" in un suo album e nel 1989 lo propone al suo produttore Angelo Carrara per l'incisione del primo album Ligabue, che uscirà nel maggio del 1990. Il primo brano del disco "Balliamo sul mondo" ha subito molta fortuna con le radio, al punto che fa vincere a Luciano Ligabue il "Festivalbar" nella categoria "Giovani".
In seguito a questo successo Ligabue insieme al gruppo ClanDestino con cui aveva inciso il disco inizia il "Neverending Tour", una serie interminabile di concerti (oltre 250) che lo porta in tutta Italia e che prosegue fino alla fine del 1993.
Durante il tour, Ligabue prepara nuove canzoni, dopodichè, prendendosi una pausa di soli 40 giorni, registra Lambrusco, coltelli, rose & popcorn, che esce nel settembre 1991 e fa registrare un'impennata di vendite con oltre 250 mila copie. A seguito dell'uscita del nuovo album il Liga realizza anche un video, col titolo "Lambrusco, coltelli, rose & popcorn dal vivo ". Dopo questa parentesi il tour riprende, con l'aggiunta in scaletta delle nuove canzoni..