Sport: Dino Lamberti "trasformiamo calciatori-dilettanti in professionisti"
Dino Lamberti, procuratore di calciatori.
Buongiorno Sig.Lamberti, il mondo del calcio è amato e conosciuto da milioni di persone „dall‘esterno“. Lei opera in questo settore per cosi‘ dire „dall‘interno“.
In cosa consiste esattamente il lavoro della sua Agenzia, la Fairplay Agency?
Il nostro lavoro consiste nel fare di un giocatore della strada un campione. Per far questo la nostra Agenzia si occupa di tutti gli aspetti legali, giuridici, burocratici e amministrativi legati ad un giocatore. Bisogna considerare che questi giocatori vengono dall‘estero, molti dal Sudamerica e hanno bisogno di un sostegno che va dai permessi per l‘immigrazione, ai biglietti aerei, alle assicurazioni; la nostra Agenzia offre al calciatore tutto il sostegno di cui ha bisogno per adattarsi ad una nuova realtà in modo che il calciatore si possa concentrare al 100% sul calcio.
Lei è un imprenditore che si è fatto da solo, un „self made man“. Qual‘ è il segreto del suo successo?
Credo che la prima cosa sul lavoro sia la serietà; il mio segreto è poi quello di prendere molte decisioni basandomi sull‘istinto e non lasciandomi influenzare dagli altri. E poi c‘è il fatto che io amo il mio lavoro e questo è sicuramente un elemento importante per il successo perchè ti da la carica per svegliarti la mattina.
Quali sono gli elementi su cui lei si basa nella individuazione di nuovi atleti?
La prima cosa è il talento, senza talento è difficile arrivare; poi ci sono altri elementi come per esempio il carattere del ragazzo che a volte diventa determinante per le scelte professionali; ma un elemento su cui io punto molto è il fisico perchè la base per questo sport e la struttura fisica degli atleti.
Oltre la preparazione fisica dei calciatori lei da molto valore anche al lavoro di „mental training“. Secondo lei il fattore „stress psicologico“ nel mondo del calcio è un fenomeno in aumento?
Si questo è un fenomeno in aumento e per questo motivo la mia Agenzia fornisce ai ragazzi anche un aiuto psicologico. Ci sono pressioni del mondo esterno, dei giornali e da parte del club e dei tifosi. Secondo me è molto importante „conoscere se stessi“ e sviluppare l‘autostima, da qui si sviluppano poi i meccanismi e le energie positive che portano il giocatore al successo. Tutto parte dalla testa. Poi si passa alla preparazione fisica, agli allenamenti ed anche agli aspetti legati all‘alimentazione, ai quali io do molto valore.
Lei è italiano, vive in Svizzera passa molto del suo tempo in Brasile ed è continuamente in giro per lavoro. Dove si sente a casa?
Io mi sento a casa qui a Zurigo che è una bellissima città, peccato che non c‘è il mare! Qui ho la possibilità di vivere in maniera tranquilla e sicura; in Brasile vivere a certi livelli è pericoloso, ti devi nascondere. Certo, l‘Italia e il Brasile mi hanno dato tanto e restano la mia seconda casa.
Quali sono secondo lei gli elementi piu‘ caratterizzanti dell‘italianità che lei riconosce anche quando si trova all‘estero?
Io ho girato tanto per lavoro, non solo in Sudamerica ma anche in Cina, in Arabia e a Singapore e devo dire che quello che caratterizza maggiormente l‘Italia all‘estero è la gastronomia; il ristorante italiano lo trovi ovunque e trovi sempre la qualità della cucina e la simpatia dei ristoratori che si sono sparsi in tutti i continenti. Un altro elemento è la moda e il design che si trovano e si riconoscono ovunque.
Qui a Zurigo dove si puo‘ trovare secondo lei un po‘ di Italia?
A Zurigo ci si sente un po‘ come in Italia perchè ci sono moltissimi bar e ristoranti italiani. Basta andare in centro alla Bahnhofstrasse per trovare bellissimi negozi di moda. Poi a Zurigo ci sono davvero molti Italiani, se non sbaglio la comunità italiana è la maggiore qui in Svizzera.
Secondo lei per un calciatore, giocare in Italia rappresenta qualcosa di speciale? Sotto quali punti di vista?
Sicuramente il calcio italiano è uno dei quattro migliori in Europa. Se un giocatore gioca in Italia acquista immediatamente un altro valore; il mercato in generale è molto interessante; il gioco italiano è molto fisico e si lavora molto sulla tattica e se un ragazzo gioca per una stagione in Italia è poi in grado di giocare in qualsiasi parte del mondo.
A parità di contratto con un‘altra squadra, consiglierebbe ad un giocatore di scegliere l‘Italia?
Io guardo molto il carattere del giocatore. Ci sono dei ragazzi che per qualità, carattere a ruolo sono adatti al tipo di calcio italiano e altri no. Questo avviene naturalmente per tutti i paesi e le squadre, per valorizzare al massimo un calciatore bisogna inserirlo nel sistema giusto e nel ruolo giusto.
Da mesi lei è al centro del dibattito sportivo riguardo il futuro del centrocampista svizzero Gokhan Inler che al momento gioca nell‘Udinese ma desta l‘interesse di alcuni top club italiani e stranieri. Da ultimo si è parlato dell‘ interessamento dell’Inter. C‘è qualcosa di vero?
Adesso Inler giocherà il mondiale e dopo si prenderanno delle decisioni; nell‘Udinese Inler ha giocato molto bene, ci sono al momento molte richieste che stiamo analizzando, ma per qualcosa di concreto aspettiamo la fine del mondiale. Certo Inler è un giocatore molto interessante ed è normale che ci siano molte richieste.
Gokhan Inler è una sua scoperta, le fa piacere tutto questo interessamento?
Si mi fa molto piacere; Inler l‘ho scoperto perchè sono andato a vedere una partita dello Zurigo contro Schaffausen; l‘allenatore dello Schaffausen l‘ha messo in campo solo negli ultimi 10 minuti. Mi è piaciuto subito, ho visto delle qualità e ho fatto una offerta che è stata accettata. Da allora il ragazzo, anche grazie alla preparazione tecnica, è cresciuto sempre di piu‘; è passato dal Zurigo, alla nazionale svizzera all‘Udinese ed ora è arrivato a questi livelli in cui se lo contendono molti club.
Lei conosce il mondo del calcio sotto molteplici aspetti; qual‘è quello che maggiormente le piace e quello che invece non sopporta?
Quello che mi piace è scoprire i ragazzi basandomi sul mio istinto. E‘ vedere un ragazzo che dal nulla inizia una carriera in un piccolo club per 1.500 franchi al mese e poi arriva a guadagnare cinque, sei milioni all‘anno, cambia la sua vita e quella della sua famiglia. E‘ emozionante vederlo giocare in uno stadio con un pubblico di 70.000 spettatori e sentire che tu sei una parte di questo successo.
Quello che non mi piace nel lavoro del procuratore, e che infatti io personalmente non faccio, è il trasferimento di ragazzi che hanno meno di 18 anni. Quando i ragazzi sono troppo giovani prevalgono i problemi psicologici, molti, anche se hanno talento, sentono la nostalgia del loro paese e della loro famiglia e non ce la fanno. Soprattutto il trasferimento di un giocatore brasiliano in paesi come la Svizzera o la Germania diventa estremamente problematico per la lingua, il clima e la mentalità.
Che mercato estivo sarà per lei?
Per me l‘estate è la stagione dei trasferimenti. Al momento ci sono cinque, sei calciatori ad alto livello che cambieranno squadra, poi ce ne sono altri piu‘ giovani che stanno crescendo qui in Svizzera. Io seguo da vicino tutti i miei ragazzi, il trasferimento di un giocatore per 20 milioni di franchi per me ha lo stesso valore del trasferimento di un giocatore per 5 mila franchi.
Tra poco avranno inizio i mondiali di calcio in Sudafrica, per quale squadra tiferà Dino Lamberti?
Nel mio cuore c‘è un conflitto, ma il mio cuore è grande !!! Nel mio cuore ci sono la Svizzera, il Brasile e l‘Italia. Certo lavorando molto con giocatori Brasiliani è chiaro che se vince il Brasile io ho il lavoro assicurato per i prossimi quattro anni. Se vince l‘Italia sono contento ma dal punto di vista professionale è meno interessante perchè al momento non ho nessun giocatore che gioca nella nazionale italiana.
Grazie Sig.Lamberti, la ringraziamo e auguriamo buon lavoro e lei e a tutto il team della Fairplay Agency.
Paola Volk, giugno 2010
La FPA Fairplay Agency GmbH (FPA) cura gli aspetti economici, giuridici, amministritativi e contabili dei calciatori sotto contratto. La FPA si avvale, inoltre, della collaborazione di talent-scouts, sparsi nelle città piu' importanti del Brasile e in Europa e quindi di un network internazionale.

Scoperto e lanciato da Dino Lamberti: Gökhan Inler.